30 anni, estate, concerti e ansia

Questa calda estate è ormai iniziata  e così si è aperta la stagione delle giornate passate all’aperto, degli aperitivi in spiaggia ma soprattutto, per chi come me ama la musica, dei concerti nelle arene estive. Il calendario di questo genere di appuntamenti è solitamente concentrato e molto allettante.

Un tempo accoglievo con gioia e tripudio la pubblicazione di questi eventi e mi precipitavo ad acquistare i biglietti per essere certa di non perdermene neanche uno. Oggi invece vivo questo momento con tantissima ansia. Nonostante continui ad essere un’amante della musica dal vivo, non riesco più a vivere liberamente questi momenti come qualche anno fa.

Innanzitutto il problema che si pone è di natura economica, se un tempo infatti stando a casa con mamma e papà potevo permettermi di investire tutti i miei denari in vestiti, serate, vacanze e svaghi vari oggi decidere di investire 50€ in un concerto è già impegnativo se poi lo si moltiplica per 5/10 eventi diventa proibitivo (purtroppo!).

A questo punto occorre mettersi a tavolino e scegliere, operazione che già di per sé smorza incredibilmente l’entusiasmo. Ma per fortuna la vecchiaia ci aiuta a scremare una buona parte delle opzioni. Recentemente ricordavo infatti con degli amici quando qualche estate fa decidemmo di punto in bianco di andare ad un concerto fuori Genova incuranti del fatto che fosse giovedì sera. Fin qui non ci sarebbe nulla di troppo strano, se non fosse che quella sera (ormai mattina) siamo tornati alle 6.30 e nel mio caso la sveglia suonava alle 7.50 per andare a lavorare! Da brava 26enne all’epoca mi alzai senza troppi problemi, se mi succedesse oggi avrei bisogno di almeno un paio di giorni per riprendermi. Ergo oggi prima di andare ad un concerto infrasettimanale ci penso molto molto attentamente.

Penserete che ormai i problemi siano finiti e che io non possa più avere motivi per vivere con ansia un concerto e invece no. Anzi l’ultimo fattore è quello che più mi turba da un paio d’anni a questa parte: il pubblico! Quando ero giovane infatti notavo sempre con un certo disgusto quelli che ritenevo troppo avanti con gli anni per essere lì e quindi ora ho sempre l’ansia di essere percepita come quella che vuol fare la giovane. Sia ben chiaro non sono matusalemme e anzi sovente mi danno qualche anno in meno, nel dubbio però evito comunque le prime file e gli artisti che penso possano attrarre i pivets!

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