Una generazione irrisolta

Recentemente un amico ha svoltato decina e questo mi ha portato nuovamente a riflettere su cosa comporta questa transizione.
Ultimamente ho trascurato il blog collezionando idee per 33giri, sento però che questa riflessione stia meglio qui e quindi la condivido con voi.
Penso che il passaggio ai trent’anni comporti principalmente l’ultima opportunità per risolversi. Credo infatti che se a venti ci sia ancora concesso essere inquieti e in qualche modo sfocati a trenta occorra imparare a conoscersi realmente. Questo non significa che la vita smetterà di sorprenderci e sfidarci ma bisogna saper affrontare il quotidiano essendo innanzitutto onesti con noi stessi.
Per questo mi rammarico quando vedo intorno a me trentenni che ancora si giustificano, cercano attenuanti per certi loro modi di essere o di fare, evitando così di assumersi responsabilità.
Talvolta però mi sembra di essere una delle poche a pensarla così e mi sorge il dubbio di far parte di una generazione irrisolta. Voi come vi sentite?

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Progetto3dc presenta 33giri

Questo progetto è sempre stato in fieri (o come si direbbe oggi un work in progress) e probabilmente continuerà ad esserlo finchè non cesserà di esistere.

Tale condizione fa sì che le contaminazioni non manchino, ecco dunque che oggi voglio presentarvi 33giri.

Si tratta di una nuova trasmissione di Radio Gazzarra, che come questo blog parla di noi trentenni.

L’invito è di sentire la prima puntata e, magari, condividere qui le vostre impressioni.

30 anni, estate, concerti e ansia

Questa calda estate è ormai iniziata  e così si è aperta la stagione delle giornate passate all’aperto, degli aperitivi in spiaggia ma soprattutto, per chi come me ama la musica, dei concerti nelle arene estive. Il calendario di questo genere di appuntamenti è solitamente concentrato e molto allettante.

Un tempo accoglievo con gioia e tripudio la pubblicazione di questi eventi e mi precipitavo ad acquistare i biglietti per essere certa di non perdermene neanche uno. Oggi invece vivo questo momento con tantissima ansia. Nonostante continui ad essere un’amante della musica dal vivo, non riesco più a vivere liberamente questi momenti come qualche anno fa.

Innanzitutto il problema che si pone è di natura economica, se un tempo infatti stando a casa con mamma e papà potevo permettermi di investire tutti i miei denari in vestiti, serate, vacanze e svaghi vari oggi decidere di investire 50€ in un concerto è già impegnativo se poi lo si moltiplica per 5/10 eventi diventa proibitivo (purtroppo!).

A questo punto occorre mettersi a tavolino e scegliere, operazione che già di per sé smorza incredibilmente l’entusiasmo. Ma per fortuna la vecchiaia ci aiuta a scremare una buona parte delle opzioni. Recentemente ricordavo infatti con degli amici quando qualche estate fa decidemmo di punto in bianco di andare ad un concerto fuori Genova incuranti del fatto che fosse giovedì sera. Fin qui non ci sarebbe nulla di troppo strano, se non fosse che quella sera (ormai mattina) siamo tornati alle 6.30 e nel mio caso la sveglia suonava alle 7.50 per andare a lavorare! Da brava 26enne all’epoca mi alzai senza troppi problemi, se mi succedesse oggi avrei bisogno di almeno un paio di giorni per riprendermi. Ergo oggi prima di andare ad un concerto infrasettimanale ci penso molto molto attentamente.

Penserete che ormai i problemi siano finiti e che io non possa più avere motivi per vivere con ansia un concerto e invece no. Anzi l’ultimo fattore è quello che più mi turba da un paio d’anni a questa parte: il pubblico! Quando ero giovane infatti notavo sempre con un certo disgusto quelli che ritenevo troppo avanti con gli anni per essere lì e quindi ora ho sempre l’ansia di essere percepita come quella che vuol fare la giovane. Sia ben chiaro non sono matusalemme e anzi sovente mi danno qualche anno in meno, nel dubbio però evito comunque le prime file e gli artisti che penso possano attrarre i pivets!

Le voci dei trentenni

Nell’ultimo post vi ho parlato della web serie firmata I Trentenni, ebbene sono finalmente riuscita a vedere qualche episodio e uno mi ha colpito al punto da volerlo segnalare.

Si intitola Essere Trentenni e raccoglie diverse testimonianze, che è poi quello che nel mio piccolo vorrei fare anch’io attraverso questo blog.

Guardatelo e se vi va ditemi cosa ne pensate e con chi vi riconoscete di più.

 

 

 

Trentenni al lavoro, tra ricatti e contraddizioni

Noi siamo indubbiamente i primogeniti della morte delle ideologie, tanto che la maggior parte dei miei coetanei quando sente parlare di socialismo e soprattutto di comunismo, scuote la testa in segno di diniego, come quando si cerca di far allontanare un venditore ambulante.

Ebbene ciò mi fa proprio sorridere, specialmente se penso che noi ci confrontiamo quasi quotidianamente con l’esercito di riserva teorizzato da Marx. Ciascuno di noi infatti si è sentito dire almeno una volta:

Se non ti stanno bene queste condizioni, c’è la fila fuori di gente disposta ad accettarle.

Proprio quella file di gente costituisce l’esercito di riserva e conferisce ai datori di lavoro un gran potere di ricatto.

Ma la mia generazione di ribellarsi non ne ha mai voluto sapere e perciò di fronte a certi ricatti tendenzialmente cede, accettando ogni tipo di condizione pur di lavorare.

Allora non posso fare a meno di chiedermi se forse non sarebbe valsa la pena di leggere almeno un bignami del Capitale!?!